Una randonnée non è una gara. È qualcosa di più antico e di più profondo: è un viaggio in bicicletta da completare entro un tempo massimo, dove il cronometro non premia chi arriva primo ma chi arriva — insieme. È la filosofia dell'audax, dove lo spirito di solidarietà tra compagni di pedale vale quanto ogni chilometro macinato, e dove la strada condivisa trasforma sconosciuti in compagni di avventura.
Con questo spirito, il 12 aprile 2026 un gruppo di ciclisti triestini ha preso parte alla 200 Km del Vallone Bellunese, una delle randonnée più amate del Triveneto, organizzata dall'UC Valbelluna con partenza e arrivo presso la storica Birreria Pedavena, nel cuore delle Prealpi bellunesi. 200 chilometri e 2.600 metri di dislivello attraverso strade silenziose, angoli nascosti della vallata e scorci che solo chi pedala lentamente — e con gli occhi aperti — riesce davvero a vedere.
A rappresentare l'A.S.D. Gruppo Generali Trieste — conosciuti come i Leoni Volanti — erano in quattro: Roberta Capon, Zahra Sultani, Andrej Skerk ed Edoardo Brezar. Con loro, a completare un gruppo tutto triestino di sei, Massimiliano Meton, atleta di Treesport ma tesserato con Amicidebici Muja, e Fabio Sartori della Ciclistica Gentlemen Trieste.
Sei triestini, un solo passo. Fin dai primi chilometri il gruppo ha scelto di restare unito, trasformando quella che avrebbe potuto essere una semplice uscita individuale in qualcosa di più bello: un branco che si muove compatto, che si aspetta nei momenti di fatica, che condivide la fatica delle salite e la gioia delle discese. I Leoni Volanti hanno vissuto fedelmente il proprio nome — veloci quando serve, ma mai soli.
Una figura in particolare ha reso questa giornata speciale: Zahra Sultani, alla sue prime esperienze nel mondo delle manifestazioni ciclistiche organizzate. Per lei, 200 chilometri, già percorsi alla Randonnée del Garda, rappresentavano comunque una sfida non soltanto fisica ma anche tecnica — capire i ritmi, interpretare il percorso, trovare il rapporto giusto per ogni tratto di strada.
Ed è qui che è entrato in scena Massimiliano Meton, atleta di raro valore nel panorama dell'ultracycling italiano: già autore di tre imprese di Everesting completate in solitaria — 280 km e oltre 8.800 metri di dislivello scalati 43 volte sulla salita di Muggia nel 2019, 109.58km con 28 ripetizioni nonché una delle everesting con la maggiore pendenza percorsi in bicicletta a livello mondiale sulla storica salita di Scala Santa a Trieste che unisce il rione di Roiano all'altipiano e 309 km con 56 ripetizioni a Chiampore nel 2020 — Meton conosce la bicicletta nei suoi meccanismi più sottili, quelli che fanno la differenza su distanze lunghe.
Con la pazienza e la generosità di chi ha già affrontato l'impossibile, Massimiliano si è preso cura di Zahra per l'intera giornata: le ha indicato i rapporti da usare in salita e in pianura, le ha spiegato come gestire il ritmo nei tratti veloci, come recuperare nei momenti di pausa, come leggere il percorso in anticipo per non sprecare energie. Non un allenatore sul ciglio della strada, ma un compagno di pedale che pedala accanto e insegna facendo.
Il resto del gruppo — Roberta, Andrej, Edoardo e Fabio — ha fatto da corona a questa piccola scuola di ciclismo itinerante, dando sostegno morale e fisico, non lasciando mai Zahra indietro, dimostrando che l'essenza della randonnée vive proprio in questi gesti.
Merita un ringraziamento sentito l'UC Valbelluna, organizzazione che da oltre vent'anni porta avanti con dedizione questa manifestazione — nata nel 2004 con appena 28 partecipanti e cresciuta fino a diventare un classico del ciclismo audax nel Triveneto, valida per il Campionato Nazionale ARI e per il circuito Girorando nel Nordest, nonché percorso di qualificazione alla leggendaria Paris-Brest-Paris.
La scelta della Birreria Pedavena come quartier generale è stata, ancora una volta, indovinata: un luogo iconico, ricco di storia e di carattere, dove al ritorno dopo 200 chilometri ci ha accolti con tutto quello che un ciclista può desiderare — docce calde, un ottimo pasto e la bibita inclusa. Un finale degno di una giornata memorabile, che ha trasformato l'arrivo in una piccola festa.
Grazie, Vallone Bellunese. Ci vediamo l'anno prossimo — stavolta Zahra saprà già come si pedala.
Massimiliano Meton – Everesting Italy
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