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Liegi Bastogne Liegi - Due Leoni Volanti di Mogliano nelle Ardenne

  • 28/04/2016
  • Articoli

Liegi Bastogne Liegi

Nel ciclismo è famoso il Leone delle Fiandre (Fiorenzo Magni). Ora ci sono anche due Leoni (volanti) delle Ardenne!

Sabato 23 maggio, Marco e Luca hanno completato il percorso lungo della Doyenne, la più antica classica: Liegi – Bastogne – Liegi. 271 km (e 4.442 m di dislivello), 8 celeberrime côtes disseminate nelle Ardenne belghe, intervallati da tratti tutt’altro che pianeggianti.

I giorni che precedevano la manifestazione sono passati nell’angoscia del meteo: le previsioni non promettevano nulla di buono (prevista neve a Bastogne). Ma finalmente arriva il giorno della gara: alle 6 siamo fuori dall’albergo, temperatura di 2°, pioggia fastidiosa e vento freddo (che all’andata soffierà a favore)

La prima parte della corsa, verso Bastogne, passa abbastanza indolore, con un’unica e facile côte: primo tratto in gruppo, dopo un’oretta la pioggia cessa di scendere. Si tratta “solo” di gestirsi bene e di non esagerare sugli strappi e salite, per non bruciare energie che torneranno utili più avanti. Per fortuna ci sono ottimi ed abbondanti ristori (5 sul percorso lungo) con cibo a sufficienza. Da sottolineare l’attenzione alla pulizia (non c’era una carta per terra!), anche con la presenza di “vespasiani chimici” (non bagni, proprio vespasiani).

Ottima si rivelerà anche la presenza dell’assistenza tecnica (per fortuna non utilizzata), con le auto dei pro.

Si lascia Bastogne (comunque con 113 km e 1.800 m di dislivello) e si comincia il ritorno verso Liegi. Ci aspettano 160 km e 7 côtes.

La prima è la côte de Saint-Roch: breve (1 km), ma la più ripida (con punte del 20%). Da qui in poi, sarà un continuo toboga (con anche una piccola pioggerellina ghiacciata), fino ad arrivare al punto mitico della corsa: la côte de la Redoute: meno di 2 km, con pendenza media del 10% e punta del 20%. E qui si è fatta la storia negli anni passati della Liegi (e, nel nostro piccolo, si fa anche la nostra storia!).

Mancano ancora due côtes (più altre salite che non hanno questa fama, ma comunque non sono affatto uno scherzo), in particolare l’ultima: la côte de Saint-Nicolas (detta anche la salita degli italiani, in quanto attraversa il quartiere in cui abitavano i nostri emigranti impegnati nelle miniere). Per non farci mancare niente, nei chilometri prima della salita ci prende un bell’acquazzone! Qui si tratta di recuperare le ultime energie rimaste per arrivare a scollinare.

Si potrebbe pensare che sia finita, ma dopo lo scollinamento non c’è discesa, ma un tratto di falsopiano (certe volte molto falso!!), caratteristica delle Ardenne. E dopo ancora c’è il rettilineo finale della gara dei pro: la salita verso Ans. Qui è davvero fatta, perché poi si tratta di planare verso il punto di arrivo/partenza e festeggiare con una foto celebrativa.

Si tratta di una manifestazione sicuramente impegnativa, ma in cui testa e gambe giocano un ruolo paritetico. In particolare, con un meteo come questo.

Alcuni dati: siamo partiti alle 6.30, per arrivare alle 20.00 (esattamente il tempo massimo). Abbiamo pedalato per 12h 30’ scarse, consumando oltre 5.000 calorie. Prontamente recuperate grazie ad integratori tipici belgi!!

Testo scritto a quattro mani da Marco Sambugaro e Luca Zucconi